Argento vietato nei prodotti nail

Argento vietato nei prodotti nail

Negli ultimi mesi, dopo il tema TPO, molte professioniste stanno ricevendo messaggi allarmistici su un presunto “divieto dell’argento” nei prodotti nail. Il problema è che, detta così, sembra che da un giorno all’altro spariscano gel e semipermanenti silver. In realtà la questione è più tecnica, ma proprio per questo vale la pena capirla bene: ciò che cambia in UE non è “il colore argento”, ma l’eventuale presenza di argento metallico in certe forme e con determinate condizioni d’uso.

In questo articolo ti spiego cosa sta succedendo, come si collega alla normativa cosmetica europea e, soprattutto, come fare una verifica concreta in cabina partendo dall’unica cosa che non mente: l’INCI (e quando serve il CI 77820).

Perché si parla di “divieto” dell’argento nei gel e nei semipermanenti

Quando una sostanza entra nel perimetro CMR (cancerogena, mutagena o tossica per la riproduzione, anche solo “sospetta”), l’Unione Europea applica un principio molto rigido: nei cosmetici, in generale, non deve essere usata, salvo eccezioni motivate e condizioni precise. È lo stesso meccanismo che nel tempo ha portato a restrizioni che il settore nail ha già imparato a conoscere (come nel caso TPO).

Il punto è che “argento” non è un’etichetta unica: a livello regolatorio contano forma, funzione e dimensione delle particelle, perché cambiano esposizione e valutazione del rischio.

Cosa dice la normativa UE (in modo comprensibile)

Il quadro generale è il Regolamento cosmetici (CE) 1223/2009, che stabilisce regole, allegati e criteri per ingredienti vietati o consentiti con limiti. Su questo impianto si innestano periodicamente aggiornamenti “omnibus”, cioè pacchetti che modificano gli allegati.

Per il tema argento, l’aggiornamento chiave è il Regolamento (UE) 2026/78 (Omnibus VIII), che modifica gli allegati del Regolamento cosmetici ed è applicabile dal 1° maggio 2026

Questo non significa che “da domani è vietato l’effetto silver”, ma che alcuni usi dell’argento (in particolare quando si parla di argento metallico identificabile come tale) vengono vietati o fortemente circoscritti.

La differenza che cambia tutto: argento “silver” vs CI 77820 e particelle

Qui è dove spesso nasce la confusione. Un prodotto può essere visivamente argentato senza contenere argento metallico: tanti silver ottengono l’effetto con mica, pigmenti perlescenti, rivestimenti e combinazioni di coloranti. Quindi il criterio non è “se luccica”, ma “che cosa c’è scritto in etichetta e in scheda”.

Se in INCI compare CI 77820, stai guardando proprio il caso più delicato, perché CI 77820 identifica Silver come colorante. E le nuove regole UE tendono a restringere l’uso dell’argento come colorante a categorie specifiche, che non coincidono con i prodotti per unghie. Per questo, per il mondo nail, la presenza di CI 77820 è un campanello concreto, non una “voce”.

La normativa ragiona anche in base alla dimensione delle particelle (per esempio quando si parla di forme nano o particelle più grandi). Questo è il motivo per cui, se l’INCI riporta “Silver” senza CI, non basta la parola: serve capire dal fornitore che tipo di argento è e con quale funzione è stato inserito in formula.

Quali prodotti nail possono essere coinvolti (senza fare terrorismo)

In pratica, i prodotti che meritano una verifica immediata sono quelli che, per effetto o claim, potrebbero contenere argento metallico: gel color “silver metallizzato”, semipermanenti particolarmente metallici, alcuni glitter/flake dichiarati come “silver” e prodotti che richiamano proprietà tipo “con argento” (per esempio claim antibatterici). Non significa che siano tutti non conformi, ma significa che sono quelli per cui ha senso aprire INCI e documenti.

Al contrario, se un prodotto è silver ma l’INCI non riporta argento/CI 77820, spesso l’effetto è ottenuto con altri pigmenti e il tema potrebbe non riguardarti.

Come verificare la conformità: la check “da cabina” che ti tutela davvero

Il modo più semplice di lavorare bene, senza ansia e senza sprechi, è questo: parti dai prodotti che usi davvero e fai un controllo veloce sull’etichetta. Se trovi CI 77820 o “Silver/Argento”, la seconda mossa è chiedere al fornitore una risposta scritta, chiara e completa.

Nella pratica, le tre domande che ti mettono al sicuro sono sempre le stesse: l’argento in formula è inserito come colorante (quindi CI 77820), come componente decorativa o per un claim? Qual è la forma/dimensione particellare della materia prima? E il produttore ti conferma la conformità rispetto all’aggiornamento normativo UE applicabile (con riferimento al Regolamento (UE) 2026/78 e alle condizioni d’uso)?

Se un’azienda è strutturata, queste informazioni le possiede, perché fanno parte della documentazione regolatoria del prodotto. Se invece ricevi risposte vaghe, “tranquilla è tutto a posto” senza dettagli, quello è già un segnale su cui riflettere.

Come comunicare alle clienti (senza spaventare nessuno)

Alle clienti non serve parlare di allegati e classificazioni. Se una nuance viene sostituita o un prodotto viene riformulato, la comunicazione più elegante è semplice: il brand sta aggiornando alcune formule per restare allineato alle regole europee e tu utilizzi solo prodotti conformi e tracciati. È un messaggio vero, rassicurante e ti posiziona come professionista che lavora in regola, senza creare la narrativa “oddio è pericoloso”.

Conclusione: non è “tutto vietato”, ma è il momento giusto per controllare

Il tema argento nei prodotti nail non va trattato con panico né con superficialità. Non è una caccia alle streghe contro i prodotti silver, ma un invito a fare quello che distingue un istituto professionale: leggere INCI, chiedere documenti, pretendere chiarezza dai fornitori. È la stessa mentalità che ha aiutato molte a gestire il caso TPO senza confusione e senza perdite inutili.

Se vuoi approfondire l’approccio “normativa nail” (e vedere come Estetispa ha gestito il tema TPO), qui trovi l’articolo

Fonti ufficiali e riferimenti normativi

Regolamento (UE) 2026/78 (Omnibus VIII) – testo su EUR-Lex:
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202600078

Commissione Europea – pagina di inquadramento sulle sostanze CMR nei cosmetici (Art. 15):
https://single-market-economy.ec.europa.eu/sectors/cosmetics/cosmetic-products-specific-topics/cmr-substances_en

SCCS (Commissione Europea) – scientific advice su silver (pagina con documenti):
https://health.ec.europa.eu/publications/sccs-scientific-advice-silver-used-cosmetic-products-casec-no-7440-22-4231-131-3_en

FAQ 

L’UE sta vietando tutti i prodotti nail “silver”?
No. L’aggiornamento riguarda l’eventuale uso di argento metallico in certe forme/condizioni. Molti effetti argentati non usano argento metallico e quindi non rientrano nel tema.

Come faccio a capire se il mio gel argentato è coinvolto?
Controlla l’INCI: se trovi “Silver/Argento” o soprattutto CI 77820, chiedi al fornitore funzione dell’ingrediente, forma/dimensione particellare e conferma di conformità alle nuove regole UE.

CI 77820 cosa significa?
È l’identificativo del colorante “Silver” (argento) quando usato come colorante/pigmento.

Da quando si applicano le nuove regole UE?
Il Regolamento (UE) 2026/78 è applicabile dal 1° maggio 2026 (verifica sempre eventuali periodi transitori direttamente nel testo ufficiale).

Devo buttare i prodotti che ho già in magazzino?
Prima di decidere, fai verifica INCI e chiedi documentazione al fornitore. Evita decisioni “a sentimento”: la conformità dipende da cosa c’è davvero in formula.

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Valentina Benedetto

Valentina Benedetto

Valentina è l’ideatrice del concetto di Estetispa, nonché la figura principale con la quale si interfacciano le estetiste. Nasce come Spa Manager e dopo anni di attività dove aiuta le estetiste dei suoi team, decide di volerne aiutare di più così realizza Estetispa per fornire strumenti ed informazioni che secondo lei sono utili alle estetiste per potersi affermare professionalmente.

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